Museo delle Energie del Territorio

Luogo: Radicondoli

Comune: Radicondoli

Data/periodo: dal 2000

Descrizione: Il museo “Le Energie del Territorio” è ubicato al numero 2 di via Tiberio Gazzei a Radicondoli e venne inaugurato ufficialmente nel 2005.

Al museo si possono osservare alcuni tipi di forni per la cottura di mattoni e vasi. Nell’area, come in tutto il territorio senese, erano molto comuni le fornaci che utilizzavano biomasse: fascine e legname in genere ma anche scarti dell’agricoltura come la paglia. Inoltre si possono osservare una serie di ingranaggi utilizzati nelle trasformazioni energetiche e anche una delle prime macchine ad azionamento manuale per produrre energia elettrica.

All’interno del museo sono rappresentati, attraverso dei modellini, tutti i generi di energia rinnovabile utilizzata fin dall’antichità come l’energia solare, che, ovunque e da sempre, è la prima fonte energetica utilizzata dall’uomo e che viene riprodotta tramite una cella fotovoltaica alimentata da una grossa lampada che produce energia, come indicano gli strumenti ad essa collegati, sufficiente a caricare alcune batterie collegate ad un disco di Newton che lo fanno girare velocemente.

L’energia data dalla biomassa è divenuta essenziale per la vita appena l’uomo ha avuto padronanza del fuoco, da sempre utilizzato per cuocere, illuminare, riscaldare, difendere e offendere.

Nella Val di Merse, che fa parte delle colline metallifere come testimoniano i grandi ingegneri minerari del Rinascimento: Giorgio Agricola, Vannuccio Biringucci, Benoccio Capacci, l’energia dell’acqua era un elemento essenziale non solo per il funzionamento dei mulini ma veniva utilizzata anche nelle varie fasi dell’attività mineraria: per far funzionare i montacarichi durante l’estrazione, per macinare i minerali, per le laverie e per macinare solfato di rame e di ferro. All’interno del museo si trova un modellino rappresentante una piccola turbina azionata dall’acqua, contenuta in un serbatoio sopraelevato, che, collegata ad un piccolo generatore, produce energia elettrica come viene indicato dal voltimetro.

L’energia eolica era diffusamente utilizzata nella vicina Maremma per azionare le pompe necessarie alla bonifica nei secoli XVIII e XIX con macchine che venivano fabbricate a Grosseto ed impiegate in tutta la provincia senese per l’estrazione di acqua dai pozzi e, subito dopo il 1944, modificate per la produzione di energia elettrica a basso voltaggio, primi tentativi di elettrificazione delle campagne. Nel piccolo museo il vento è prodotto da un ventilatore, il quale aziona una pala eolica completa di generatore che, in funzione, accende una lampada rossa.

Ma è l’uso dell’energia geotermica che ha caratterizzato e caratterizza quest’area: l’ utilizzo oggi è finalizzato alla produzione di energia elettrica e di calore per usi civili (teleriscaldamento), industriali (calore di processo) ed agricoli (sericoltura e acquacoltura).

Lo sfruttamento dell’energia geotermica è illustrato da breve documentario, pannelli didattici e attrezzature utilizzate per la ricerca e l’uso di fluidi caldi presenti nel sottosuolo, la cui stratigrafia è ricostruita attraverso una serie di rocce che scendono fino a oltre 4.000 metri.

Autore scheda: Alessandra Bettini