Cappella della Madonna di Vitaleta a San Quirico d’Orcia

Luogo: San Quirico d’Orcia

Comune: San Quirico d’Orcia

Data/periodo: 1553-1884  

Descrizione: La cappella di Vitaleta sorge nella campagna tra San Quirico d’Orcia e Pienza. Il nome potrebbe derivare dal latino vita laeta per il fatto che la popolazione era solita consumare un pasto nella campagna circostante per la festa che si celebrava la terza domenica dopo Pasqua. La cappella probabilmente fu edificata sull’ampliamento di un primitivo tabernacolo e ricordata per la primo volta in un documento nel 1590. (così scrive l’arcidiacono Pietro Martinelli  in un volumetto del 1914: note storiche sulla chiesa di Vitaleta, nella quale per lunga serie di anni si è venerato il bel simulacro della Vergine della Consolazione). La chiesa venne ampliata  nel 1563 dopo che vi era stata collocata, nel 1553, una statua della Vergine che fu  acquistata in una bottega di Firenze. Una tradizione narra che l’acquisto non fu casuale: la Vergine apparendo ad una pastorella la invitò a dire ai fedeli che andassero a Firenze perché là in una bottega avrebbero trovato una statua per porla in questa  chiesa di Vitaleta nella quale voleva essere venerata. E il titolo della località si trasferì alla venerata Immagine.

La candida statua, di Andrea della Robbia, alta m. 1,41, eseguita nei primi anni del Cinquecento, è rappresentata con il volto leggermente rivolto verso sinistra come in atteggiamento di ascolto e induce a ritenerla un particolare di un’ Annunciazione  che si caratterizza per la mano destra accosta il velo, che copre anche il petto al capo, in un atteggiamento di  modestia e pudicizia. Casta e timida la definisce Giancarlo Gentilizi (1922) e per il libro chiuso nella mano sinistra allusione ad Isaia (Isaia 29,11-12) “Per voi ogni visione sarà come le parole di un libro sigillato…”

Il Pecci ricorda  la cappella come oratorio annessa al primo canonicato della Collegiata (elevata da pieve a tale titolo nel 1648). Tra il 1648 e il 1779 c’è un vuoto di notizie riguardo alla chiesa dovuto allo smarrimento  del I libro delle Deliberazioni Capitolari della Collegiata. Una relazione del canonico Emanuele Bartalucci nel 1794 descrive la cappella e ne elenca i beni mobili e immobili . Dalla relazione si evince che la cappella aveva un solo altare, in legno di noce con due colonnette. Ai lati vi erano due piccole porte che conducevano nel retro del coro utilizzato come sagrestia. La Sacra Immagine, vestita di un manto di taffettà turchino e con una corona di pietre false era collocata sull’altare maggiore.

L’immagine fu oggetto di contesa fra le comunità di San Quirico d’Orcia e Pienza trovandosi la cappella quasi a metà strada fra le due località. La leggenda racconta che alcune donne che si erano recate  nella chiesetta si erano accorte, una mattina, che la statua aveva un piede (il destro) leggermente rivolto verso San Quirico elemento a cui non avevano prestato attenzione prima di allora ma che portò le autorità religiose competenti a   risolvere la diatriba, fra sanquirichesi e pientini, assegnando, visto il segnale suddetto, alla comunità di San Quirico la Madonna.

Nel 1779, per il persistere di una grave siccità, la Madonna venne trasferita nella Chiesa Collegiata a San Quirico d’Orcia nello stesso anno la statua fu recata una seconda volta in Collegiata dove vi rimase fino al 1782. Nel 1861 a causa di una serie di scosse sismiche la statua venne traslata all’interno della Collegiata  e la cappella di Vitaleta subì un progressivo abbandono fino a quando nel 1884 fu riprogettata sia internamente che esternamente dall’architetto senese Giuseppe Partini che si ispirò ai modelli del primo cinquecento. Oggi la chiesa è di proprietà privata.

Il culto della Madonna di Vitaleta si sviluppò molto tra la fine del ‘700 e l’inizio del ‘900 tanto che portò a intitolarle  la restaurata Chiesa di San Francesco dove l’Immagine dal 1870 è stata collocata. La statua fu incoronata solennemente per concessione speciale del Capitolo Vaticano da un delegato di Sua Santità Pio X nel 1914 ma la cerimonia si svolse solo la prima domenica di settembre del 1920 con l’apposizione di un diadema d’oro sulla testa della statua e da allora le feste solenni si celebrano ogni dieci anni e si chiamano popolarmente  festone e durano circa una settimana mentre tutti gli anni si svolge, nella  prima domenica di settembre, la festa della Madonna di Vitaleta.

Bibliografia:

A cura di Martini L., San Quirico d’Orcia – La Madonna di Vitaleta: arte e devozione, Editrice DonChisciotte, 1997

Sani C, C’era una volta a San Quirico, Editrice DonChisciotte, 1997

Naldi G., San Quirico d’Orcia e dintorni, Editrice DonChisciotte, 2000

Autore scheda: Valentina Pierguidi

 

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