Il borgo di Valiano – Montepulciano

Luogo: Valiano 

Comune: Montepulciano 

Data/periodo: IV sec. d.C. – XX sec. 

DescrizioneValiano, castello risalente al XII secolo, fu fondato dai marchesi del Monte Santa Maria. Nel XIII secolo fu preso dalla famiglia Del Pecora ed ebbe grande importanza per la sua posizione strategica al centro della Valdichiana, fino alla costituzione del Granducato di Toscana. Ancora oggi si possono comunque incontrare prove tangibili lasciate dalla civiltà Etrusca e Romana, nelle colline, grazie ai reperti archeologici ritrovati. Anche il nome, Valiano, è derivato da quello della famiglia romana della Gens Valia. Si ipotizza poi che nel 217 a.C., nei pressi del passaggio su cui fu poi costruito il “Ponte di Valiano”, a valle dell’attuale abitato, Annibale, nel discendere dal Valdarno con i suoi eserciti, attraversò il Clanis per poi sconfiggere nei pressi di Tuoro le legioni romane del console Flaminio, nella leggendaria e storica battaglia del lago Trasimeno. 

Sorto su una altura strategica di attraversamento tra la Valdichiana Senese ed Aretina, per tutto il Medioevo fu conteso da Perugia, Cortona, Siena, Firenze e Montepulciano. In particolare Perugia, dopo aver concluso la pace tra Arezzo e Cortona, nel XII secolo, iniziò a penetrare stabilmente nel Cortonese con le famiglie dei conti Oddi in Pierle e Castelnovo e con la famiglia Montemelini nei castelli di Montegualandro e Montalera. L’espansione di Perugia proseguì in Val di Chiana con l’acquisto della terza parte del castello di Valiano da parte di Andrea Montemelini di Giacomo (24 novembre 1238), ceduta da Guido ed Uguccione del Colle, “marchesi di Valiana”, nella casa di “Pecorello” (Del Pecora). La vendita includeva anche la comproprietà del terreno dal porticciolo di Valiano, per via Terrarossa, e il molino di Gabbiano. Nel 1263 Valiano ed il suo territorio furono i protagonisti della vicenda di Margherita da Cortona, sedotta da Raniero Del Pecora (Arsenio) da cui ebbe anche un figlio. Margherita cambiò vita e si spense a Cortona nel 1297 in odore di santità. Fu poi canonizzata il 16 maggio 1728 da Benedetto XIII 

Dopo la celebre battaglia di Torrita combattuta tra perugini e senesi il 9 aprile 1358GiovanniGherardo Del Pecora, con i nipoti Bertoldo e Corradino, furono insigniti del titolo di “cavaliere” dai vincitori perugini per aver combattuto valorosamente dalla loro parte e vennero remunerati con la rendita vitalizia della “Posta di Valiano” che esercitava il controllo delle merci sul porticciolo della Chiana, godendo dei diritti di transito delle merci trasportate sulle “navi” (barconi) che praticavano la navigazione del fiume con carichi di grano, sale, stoffe e soprattutto pesce, pescato nei laghi di Montepulciano e nel Chiaro di Chiusi.

Nel 1379 Perugia, dopo aver perso quasi tutti i castelli già posseduti in Valdichiana, riuscì a difendere il castello di Valiano, che venne poi “appaltato” a Giovanni Del Pecora, con l’obbligo di tenervi una guardia di soldati perugini e d’impedire danni nel Chiugi. La “Posta chiugina” di Valiano fu sempre oggetto di controversie e, nel 1397 fu conquistata dal signore di Cortona Uguccio Casali. Dopo la sua morte del (1400), Perugia, passata sotto il dominio pontificio, non cessò le pretese su Valiano, sempre dominata dai Del Pecora, che però, progressivamente, entrò nell’orbita fiorentina attraverso Montepulciano.

Nel marzo del 1409 re Ladislao di Napoli, lasciata Roma, dopo la sottomissione di Perugia con un poderoso esercito di alcune migliaia di armati si diresse in Toscana, con l’intento di sconfiggere la lega tra Firenze e Siena che si opponeva al suo disegno di espansione nel territorio italiano. Una parte di quell’esercito si accampò tra Terontola ed Ossaia; l’altra parte, dopo aver espugnato il castello, stabilì in Valiano, una testa di ponte per le successive operazioni militari.

L’8 agosto 1410, i fiorentini riuscirono comunque a riconquistare il castello e, insieme ai rappresentanti delle città di Siena e di Perugia, intrapresero con Ladislao una complessa trattativa di pace. Tra le clausole del trattato finale, Cortona fu venduta dal re di Napoli ai fiorentini, che riuscirono anche ad evitare la distruzione di Valiano, pur richiesta pressantemente dai perugini.

Dopo alterne vicende, infine, il 26 marzo 1427, gli abitanti di Valiano si sottomisero direttamente alla signoria di Firenze. Al principio del XVI secolo, la Valdichiana si presentava divisa in due parti: la zona nord-orientale era soggetta al dominio fiorentino; la zona sud-occidentale, era sottoposta invece alla Repubblica di Siena. Al centro della zona di influenza senese si insinuava però la contesa Montepulciano, appartenente alla repubblica di Firenze e legata alla dominante solo attraverso il “Ponte di Valiano”.

Nel 1537, il duca Cosimo I de’ Medici salì al potere a Firenze con la volontà di estendere il suo dominio a tutta la Toscana. L’ultimo ostacolo alla realizzazione del progetto rimaneva l’eliminazione della Repubblica di Siena, per la conquista della quale, fin dal 1553, combattevano gli eserciti contrapposti di Francia e Spagna.

Nella primavera del 1554 si aprì in Valdichiana la fase finale dello scontro, per la quale il duca Cosimo predispose il rafforzamento dei castelli in suo potere. Montepulciano fu affidata al reparto di cavalleria condotto dal capitano perugino Ridolfo Baglioni, mentre il “Ponte di Valiano” venne presidiato dall’architetto militare Ascanio della Corgna, parente di Ridolfo. Il Della Corgna per opporsi all’esercito nemico dei franco-senesi di Piero Strozzi, a metà del ponte di Valiano, fece costruire un bastione in mattoni, costoso ma necessario, per la sicurezza del ponte: “guarnito di scoppiettieri che archibugiavano i Franzesi se accostati si fossero”.

La battaglia di Scannagallo del 2 agosto 1554 segnò la fine del conflitto e la resa definitiva della Repubblica senese. Ad ogni modo, già dal 1545, Valiano era entrato a far parte della nuova confinazione voluta dal duca Cosimo I: fu indicato come proprietà della famiglia cortonese dei Vagnucci e dello Spedale degli Innocenti di Firenze, aventi causa da Giovanni Del Pecora, a cui la repubblica aveva a suo tempo donato Valiano. Gli importanti e proficui lavori di bonifica della Valdichiana, già intrapresi dal 1551, fecero crescere Valiano anagraficamente ed economicamente rendendolo celebre per la storica opera di ingegneria idraulica del Callone” sul Canale Maestro della Chiana.  

Infine, con provvedimento granducale del 1774, i comuni più piccoli della Valdichiana vennero assorbiti da quelli più importanti e l’uffizialato di Valiano fu riunito al vicariato maggiore di Montepulciano. I principali edifici di Valiano sono la Pieve di San Lorenzo Martire, situata all’interno del piccolo e caratteristico centro storico, e la chiesina del Santo Rosario, subito fuori dall’abitato, nei pressi della quale l’ultima domenica di settembre, parte il cosiddetto Palio dei Carretti, che si conclude alla fine della ripida discesa verso Montepulciano. 

Bibliografia 

Benci S., Storia di Montepulciano, Ristampa anastatica dell’edizione di Firenze, Massi 1646, a cura di Ilio Calabresi, con appendici di Ilio Calabresi e Piero Tiraboschi, Verona, l’Arco de’ Gavi, 1968  

Bevignati G., Leggenda della vita e dei miracoli di S. Margherita da CortonaTrascritta dall’originale latino di Eliodoro Mariani, Vicenza, 1978  

Boscherini L., Margherita la Santa, da Laviano a Cortona, Cortona, 1995  

Boscherini L., Valiano: storia di un feudo contesoValiano, 1997  

Boschi F., Valiano: duemila anni di storiaValiano, 2000

Del Corto G.B., Storia della Val di Chiana, Arezzo, 1898  

Mancini G., Cortona nel Medio Evo, Pisa, 1897  

Serafini R., Storia di Vaiano, Assisi, 1985 

Autore scheda: Franco Boschi  

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