“Il Calvario” a Radicofani

Luogo: Radicofani

Comune: Radicofani

Data/periodo: 1680

Descrizione: Antica tradizione perpetuata da secoli nella chiesa di S. Agata. La chiesa di S. Agata (antico convento francescano) è sede dalla fine del 1700 della confraternita dedicata a S. Agata V. e M. formata da 110 uomini. Uno degli impegni dei confratelli è quello di costruire “il calvario” per i riti della Settimana Santa. I confratelli intorno alla quinta domenica di Quaresima si recano in un bosco di bosso, in località Bagni San Filippo, tagliano migliaia di rami di questo alberello, facendo così anche opera di mantenimento e cura del bosco.

I rami di bosso vengono portati nella chiesa di S. Agata e nei giorni seguenti viene montata una impalcatura di metallo (anticamente era di legno), davanti all’altare maggiore per un’altezza di circa 7/8 metri. Sull’impalcatura una sorta di quinta teatrale, vengono montati dei pannelli dove i confratelli intrecciano i rami di bosso. Il “calvario” è disposto su tre livelli, in quello basso due aperture per il transito nella sacrestia e l’altare che accoglie sei candelieri e una residenza lignea per la reliquia della passione di Gesù. La parte mediana ha dei disegni e la scritta “viva Gesù”, la parte alta si conclude a ventaglio, sulla cui sommità spiccano le tre croci (di Gesù e dei ladroni).

Tutto il “calvario”, i disegni e le scritte, è illuminato da centinaia di piccole lampadine, che a metà degli anni novanta hanno sostituito i lumini ad olio, per motivi di sicurezza.

Da davanti al “calvario” parte la processione della Domenica delle Palme, davanti al “calvario” illuminato si svolgono due antiche pie pratiche, “le tre ore di agonia” il venerdì Santo pomeriggio, “il pianto di Maria” il sabato mattina.

Ma il momento più solenne è il rito santo dell’adorazione del Cristo morto, al rientro della grande processione del venerdì Santo sera. I paesani dopo il rito si portano a casa un ramoscello di bosso del “calvario” in ricordo della passione di Gesù. Il “calvario” rimane sino la domenica in albis poi viene smontato.

Autore scheda: Fausto Cecconi

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