Palio del cacio di Celle sul Rigo

Luogo: Celle sul Rigo

Comune: San Casciano dei Bagni

Data/periodo: L’odierno Palio del cacio di Celle sul Rigo deriva dal più antico “gioco del cacio”, che gli abitanti di questo borgo praticavano durante il periodo di Carnevale

Descrizione: Il gioco del cacio, che prevede il lancio di forme di formaggio secondo lo schema della ruzzola, si inserisce perfettamente nel contesto della cultura popolare. Il gioco si giocava sicuramente già nella seconda metà del XIX secolo. Un atto della Polizia Municipale del Comune di San Casciano dei Bagni, datato 30 Aprile del 1863, stabiliva infatti i luoghi in cui i giuochi di palla, bocce, ruzzola e formaggio potevano essere praticati, sancendo altresì il divieto di giocare fuori dagli spazi stabiliti nell’articolo 24. Per Celle sul Rigo, in particolare, le zone che potevano essere dedicate ai “giuochi” erano la strada che conduce a Radicofani partendosi dal Nespolo, per il giuoco della ruzzola, ruzzoloni e formaggio; la strada attorno alla Rocca per il giuoco delle bocce. Il regolamento si chiudeva stabilendo un’ammenda di lire cinque per i contravventori.

Il Palio di Celle sul Rigo è nato alla fine degli anni Novanta del Novecento come esito di un processo di patrimonializzazione di quell’antico gioco del cacio. Il Palio attuale consiste nella competizione tra le quattro contrade del paese, che scelgono ognuna una coppia di giocatori, sfidandosi in una gara in cui le forme di formaggio vengono lanciate per le vie del paese in un percorso stabilito. Vince la contrada che riesce a far rimanere la propria forma di cacio più vicina alla linea del traguardo (dopo averlo superato).

Gli anziani di paese fanno risalire la festa all’Ottocento. Molti ricordano di aver giocato il cacio insieme ai nonni. Racconta Settimio Bonemei:

Questo gioco però è antichissimo, io già mi ricordo che già giocavano… Io ho visto giocare il mi’ nonno, poi il mi’ povero cugino, poi io. Quando è nato non lo so, ma il tracciato è sempre lo stesso, dalla chiesa… Era permesso l’ultimo giorno di Carnevale, di mattina, fino a mezzogiorno e mezza. Ora sarebbe più problematico, le macchine in sosta, a quel tempo invece c’erano i somari, si giocava con la neve.

La “corsa” del Palio del cacio si tiene in due momenti: una volta in occasione dei festeggiamenti del martedì grasso e una seconda volta nel mese di agosto. Al Palio di agosto, preceduto dalla sfilata di un corteo storico assente nell’evento invernale, assistono, oltre che i pochi abitanti stabili del paese, anche numerosi turisti e cellesi tornati per la villeggiatura estiva. L’evento struttura gran parte della socialità cellese, configurandosi come la pratica festiva più importante per la comunità che, anno dopo anno, trasmette la tradizione alle nuove generazioni.

Bibliografia:

Meloni P., Il tempo rievocato. Antropologia del patrimonio e cultura di massa in Toscana, Milano, Mimesis, 2014

Fonti:

Intervista a Settimio Bonemei raccolta da Valentina Lusini e Pietro Meloni a Celle sul Rigo, San Casciano dei Bagni (SI), l’11 settembre 2010

Autore scheda: Pietro Meloni

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